La produzione biologica a Parma
La provincia di Parma si conferma un territorio dinamico e in crescita nell’ambito dell’agricoltura biologica. Secondo i dati aggiornati dalla Regione Emilia Romagna al 2023, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) del territorio interessato dal Distretto Parma Bio Valley è di 98.620 ettari, di cui 19.984 ettari coltivati con metodo biologico o in conversione, pari al 20,3% del totale.
Questa percentuale è in linea con gli obiettivi previsti dalla Legge Regionale n. 14/2023 dell’Emilia-Romagna per i Distretti biologici, e rappresenta un punto di partenza solido per il raggiungimento del target del 25% fissato dal Green Deal europeo entro il 2030.
La coltivazione biologica del Distretto Parma Bio Valley
Il territorio del Distretto si estende su 26 comuni della provincia di Parma, con una distribuzione della SAU biologica così articolata:
Leguminose e foraggere rappresentano il 78,7% del totale, principalmente prati poliennali e colture foraggiere per l’allevamento biologico.
I cereali occupano l’11,6% della SAU biologica e comprendono specie come farro, frumento tenero e duro, orzo e mais.
La frutta poliennale (come pere, pesche, ciliegie e susine) copre circa il 3,9%, gli ortaggi e la frutta annuale il 2,9%inclusi pomodori, zucchine, carciofi e patate.
Le colture industriali (tra cui pomodoro da industria, girasole, mais da trasformazione) si attestano sul 2,8% della SAU biologica.
Una minima parte, pari allo 0,1%, è riservata ad altre produzioni.
Gli operatori biologici del Distretto
Nell’area del Distretto, operano 721 operatori biologici, pari al 65% degli operatori biologici della provincia di Parma. Di questi:
- 499 sono produttori
- 159 sono trasformatori/preparatori
- 63 svolgono entrambe le attività
Il 62% degli operatori si trova in collina, mentre il 35% in pianura e il restante in montagna. La concentrazione più alta di operatori si registra nei comuni di Parma, Neviano degli Arduini, Langhirano, Salsomaggiore Terme e Traversetolo.
Nell’area del Distretto sono attivi 76 operatori che si occupano esclusivamente di produzione animale (pari al 10,5%), e 77 operatori misti (vegetale + animale), contribuendo in modo importante alla produzione di carne, latte e derivati biologici.
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Far crescere, rafforzare e integrare le filiere biologiche
Il Distretto Parma Bio Valley, riconosciuto ufficialmente nel 2024 dalla Regione Emilia-Romagna, nasce per rafforzare e integrare le diverse filiere biologiche del territorio, attraverso:
- L’incremento della SAU biologica di almeno il 5% nei primi tre anni.
- La promozione di pratiche agroecologiche e sistemi di garanzia partecipata (PGS).
- La costruzione di filiere corte e trasparenti.
- Lo sviluppo di un marchio collettivo di qualità territoriale.
- Il coinvolgimento attivo di enti pubblici, scuole, cittadini e operatori economici.
Il Distretto rappresenta un’occasione concreta per promuovere una transizione ecologica integrata che unisce sviluppo rurale, qualità alimentare, coesione sociale e partecipazione locale.


