L’agricoltura dell’Emilia-Romagna vanta una lunga tradizione e un legame profondo con la coltivazione di cereali e con la produzione di farine di alta qualità, elementi che rappresentano e sono i pilastri della tradizione alimentare e gastronomica regionale.
In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e da una crescente attenzione alla sostenibilità e alla biodiversità, è fondamentale che agricoltori e operatori agrituristici siano informati e aggiornati sulle caratteristiche dei grani “antichi” autoctoni e sulle loro tecniche di coltivazione e di trasformazione in farine; grani che per le loro caratteristiche possano costituire anche un tassello fondamentale per la sostenibilità agricola e per il presidio territoriale.
Questo progetto formativo intende proporre un percorso formativo integrato rivolto agli addetti agricoli dell’Emilia-Romagna che intendono investire in un’agricoltura capace di coniugare tradizione, sostenibilità e sviluppo locale, mirato a rafforzare le loro conoscenze e competenze sulla scelta dei grani “antichi” e le loro tecniche di coltivazione; si propone anche di analizzare e approfondire le tecniche di produzione e di conservazione delle farine.
Tutto ciò con la finalità di promozione delle filiere corte e locali, nel risetto degli obiettivi del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale (CSR): sicurezza alimentare, biodiversità, sostenibilità ambientale e competitività del settore primario.
Obiettivi del percorso formativo
Il progetto si fonda su un approccio che intende mettere, in stretta sinergia, teoria e pratica, con momenti in aula, ma anche con testimonianze e visite sul campo presso realtà significative del territorio.
Il sintesi, il percorso, della durata di 24 ore, fornirà conoscenze e competenze per:
- valorizzare nuove selezioni di grani, dei grani “antichi” autoctoni e delle farine;
- comprenderne le tecniche agronomiche, quelle nutrizionali e d’uso;
- approfondire per le farine le tecniche di produzione, trasformazione e conservazione sostenibili;
- promuovere filiere corte e di qualità e tutelare la biodiversità.
Il progetto risponde direttamente a tre finalità prioritarie del bando:
- Agricoltura resiliente alle variazioni climatiche: Incentivo alla coltivazione di grani, anche “antichi”, adattabili ai cambiamenti climatici, tramite tecniche di agricoltura conservativa e strategie di adattamento.
- Adattamento dei sistemi colturali: Focus su produzione e conservazione sostenibile delle farine, con particolare attenzione all’impatto dei cambiamenti climatici sui processi colturali e di trasformazione.
- Conservazione del suolo: Promozione di pratiche come la rotazione colturale e l’impiego di cover crops per migliorare la fertilità, ridurre l’erosione e rafforzare la salute del suolo.
Coerentemente con le tematiche focus del bando, questo percorso formativo risponde in maniera piena e diretta a 6 obiettivi specifici, nella fattispecie:
OS 1 – Sostenere il reddito agricolo e la resilienza del settore per rafforzare la sicurezza alimentare;
OS 2 – Aumentare la competitività attraverso ricerca, tecnologia e digitalizzazione;
OS 3 – Migliorare la posizione degli agricoltori nella catena del valore;
OS 5 – Promuovere gestione sostenibile delle risorse naturali (suolo, acqua, aria);
OS 6 – Contrastare la perdita di biodiversità e preservare ecosistemi e paesaggi;
OS 9 – Rispondere alle esigenze sociali in materia di alimentazione sana, sicura e sostenibile.
Il corso funge da strumento di supporto organizzativo e decisionale, rafforzando concretamente il ruolo dell’agricoltore nella filiera, in linea con gli obiettivi della nuova PAC.
Il progetto mira ad avere importanti e durature ricadute sul territorio emiliano-romagnolo, le principali sono:
- Resilienza agricola: grazie alla coltivazione di grani “antichi” autctoni, più adatti alle attuali condizioni climatiche.
- Sostenibilità del suolo: attraverso tecniche conservative che preservano la fertilità e migliorano la struttura del terreno.
- Filiere corte: rafforzamento delle filiere corte locali, con maggiore redditività e minore dipendenza da mercati esterni.
- Patrimonio locale: valorizzazione della cultura molitoria regionale e del turismo rurale.
- Innovazione e multifunzionalità: nuove opportunità economiche per le aziende agricole attraverso la trasformazione diretta e l’uso innovativo delle farine.
I partecipanti avranno modo di approfondire numerosi aspetti legati alla produzione cerealicola sostenibile, attraverso un percorso che si sviluppa in 24 ore, (articolato in cinque moduli teorici e con visite guidate presso mulini tradizionali e innovativi, come ad esempio il mulino Scodellino a Castel Bolognese), con un approccio integrato basato fra gli altri, sui temi dell’ innovazione, della valorizzazione della biodiversità, del rafforzamento e dell’implementazione delle filiere locali, con una particolare attenzione ai temi di tutela/sostenibilità ambientale.


